La bandiera arcobaleno non è la nostra. Noi sventoliamo il discorso di Ratisbona di Benedetto XVI

santa-Chiara-e-i-saraceni Nel settimo colloquio (διάλεξις – controversia) edito dal prof. Khoury, l’imperatore tocca il tema della jihād, della guerra santa. (…) egli, in modo sorprendentemente brusco, si rivolge al suo interlocutore semplicemente con la domanda centrale sul rapporto tra religione e violenza in genere, dicendo: “Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava”. L’imperatore, dopo essersi pronunciato in modo così pesante, spiega poi minuziosamente le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole. La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell’anima. “Dio non si compiace del sangue – egli dice -, non agire secondo ragione, „σὺν λόγω”, è contrario alla natura di Dio. La fede è frutto dell’anima, non del corpo. Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia… Per convincere un’anima ragionevole non è necessario disporre né del proprio braccio, né di strumenti per colpire né di qualunque altro mezzo con cui si possa minacciare una persona di morte’. (Manuele II Paleologo).
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A Bologna c’è persino la l’associazione MigraBo LGBTI

primo marzo stranieri bo-2Si definiscono così: ‘Il gruppo MigraBO LBT è un gruppo nato a Bologna nel 2012 con lo scopo di aiutare e assistere le persone immigrare LBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, transgender, queer ed intersessuali) provenienti da altri paesi nel loro processo di integrazione in Italia e nel mondo LGBQTI’. Ci mancava solo questa. L’integrazione gender. E Bologna, come da prassi, all’avanguardia. 

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Non toccare la Festa del Papà

san_giuseppe_aOrmai essere contemporanei e al passo coi tempi significa distruggere tutto ciò che ha caratterizzato fino ad oggi la nostra civiltà occidentale. Lo Stato italiano, come la stragrande parte delle democrazie europee ed americane, hanno incardinato nelle loro Costituzioni il sacrosanto principio di laicità (non di laicisimoo ateismo di Stato): riconoscere ciò che la società vive e sente come ‘propriamente suo’ dentro la legge pubblica. 

Un esempio su tutti: l’art.29 della Costituzione dove lo Stato italiano riconosce la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna. Non definisce la Repubblica italiana che cos’è famiglia ma si assume la responsabilità di riconoscere ciò che la comunità che costituisce lo Stato ha assunto da sempre come tale. Per quello che andiamo dicendo che la battaglia a difesa delle mamme ed i papà d’Italia non è una battaglia clericale o bigotta: è una lotta di civiltà a tutela dell’umano che da sempre ha riconosciuto la famiglia nell’incontro tra un uomo ed una donna destinato alla procreazione.

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San Petronio, San Luca e Alma Mater Studiorum ritornino ad essere il simbolo di Bologna: sì al crowdfounding comunale

san lucaDopo le parole occorrono i fatti. Basta girare quotidianamente Bologna per accorgersi di quanto i luoghi simbolo della sua storia millenaria siano resi sempre più cornice e non quadro della vita della comunità bolognese. Le ragioni per le quali Bologna viene nominata nelle cronache nazionale sono sempre più legate agli atti violenti od intimidatori dei centri sociali, festival arcobaleno di ogni genere e un modello di integrazione che fa ‘buchi’ (come le strade) da ogni parte. 

Noi come Popolo della Famiglia lo abbiamo dichiarato dal primo giorno di vita del nostro movimento: ridaremo valore ai simboli per offrire proposte concrete e risolutive ai problemi annosi della città. Non possiamo dunque non mettere al centro il tema del rilancio culturale e turistico del capoluogo emiliano-romagnolo attraverso la valorizzazione di ciò che la caratterizza maggiormente, di ciò che incarna la millenaria storia bolognese: San Petronio, San Luca e l’Alma Mater Studiorum

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Fuori il registro delle unioni civili dal Comune di Bologna

dittatura_gayAssistiamo all’ennesima notizia del circo dei presunti diritti civili promossi dai sindaci rosso-arcobaleno: via libera al ‘Registro delle unioni di fatto’ nel comune di Zola Pedrosa, provincia di Bologna. Il capoluogo emiliano-romagnolo già vanta l’onore di aver adottato il registro con l’amministrazione Merola. Ma perché adottare simili iniziative? Ce lo spiega l’assessore Degli Esposti: ‘Perché è importante che i comuni esprimano la loro voce sul tema dei diritti e perché vogliamo impegnarci concretamente a non discriminare i nostri cittadini e a riconoscere tutte le forme di affetto, famiglia e convivenza da cui la nostra comunità è formata’.

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Il consiglio di stato riammette le benedizioni pasquali a Bologna. Grazie al cielo

benpasqCi mancava solo questa. Il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza del Tar Emilia-Romagna che si era dichiarato contrario alle benedizioni pasquali nelle scuole elementari Carducci e Fortuzzi alle medie di Lavinia Fontana. Tutto era partito da una ricorso, accolto dal Tribunale amministrativo regionale, promosso da un’associazione di genitori ed insegnanti con cui si chiedeva la sospensione di una delibera del collegio docenti che autorizzava le benedizioni pasquali a scuola durante l’orario extrascolastico.

Davvero stucchevole leggere le reazioni di alcuni insegnanti che adducono alle motivazioni del Tar la loro contrarietà alla sospensione decisa dal Consiglio di stato: una sentenza che aveva stabilito che i riti religiosi non si potevano celebrare nelle scuole ed in tutti i luoghi pubblici. A sostegno di ciò si porta anche il fatto che solo il 10% della popolazione scolastica partecipò l’anno scorso alla benedizione Pasquale.

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A Bologna la festa della donna diventa la festa del gender. Pagata coi soldi pubblici

festadonnamimosaMa come nasce il ‘Women’s Day’? Tutto ha inizio durante il VII Congresso del II Internazionale socialista svoltosi a Stoccarda nel 1907: si votò una una risoluzione nella quale si impegnavano i partiti socialisti a ‘lottare energicamente per l’introduzione del suffragio universale delle donne’ che indusse, i giorni seguentidurante una conferenza internazionale delle donne socialiste, la storica combattente Corinne Brown a dire che non avrebbe mai avuto ‘alcun diritto di dettare alle donne socialiste come e con chi lavorare per la propria liberazione’. 

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IL PARCHEGGIO A PAGAMENTO DELLA CLINICA S. PIER DAMIANO

parcheggio pagamentoI faentini avranno notato che, da qualche tempo, la clinica S. P. Damiano ha cambiato le regole per usufruire del suo parcheggio interno: ha lasciato 41 posti liberi ad uso pubblico (lungo la cancellata di via Portisano) e ha messo a pagamento (con sbarra) tutti i posti all’interno del piazzale principale.

Si tratta di una novità poco piacevole per i cittadini che si recano presso tale struttura per visite e controlli, tanto più che si tratta di una clinica accreditata dal S.S.N. e che quindi eroga (prevalentemente) prestazioni sanitarie di natura pubblica.

Ho presentato un’interrogazione al Comune per sapere se tale novità sia conforme alle varie norme in materia e, soprattutto, se fosse rispettato il limite per i parcheggi dei disabili.

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FAMILY È DAVVERO TRENDY?

famigliaSe sia frutto dell’emotività del momento o impegno destinato a conservarsi nel tempo, è presto per dirlo. Sta di fatto, però, che c’è grande effervescenza in questi giorni fra i promotori del Family Day.
Porsi il problema di un impegno politico più diretto, ovvero se darsi o meno una costituzione partitica o mantenere una prospettiva movimentista per quanto più strutturata, ha indubbiamente ragion d’essere; considerata la frustrazione derivante dall’atteggiamento degli eletti nominalmente cattolici nei vari partiti.
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A Bologna il Popolo della Famiglia ci sarà alle prossime amministrative. Più forte che mai.

ilpopolodellafamigliaLo aspettavano davvero tutti: una casa comune di tutti gli uomini e le donne di buona volontà che credono nella famiglia come cellula fondamentale della nostra società. Non un movimento tematico: ma la famiglia come life motiv del movimento. 

In una città come il capoluogo emiliano, dove l’ideologia comunista e il lobbismo della cooperazione rossa ha pervaso ogni ambito della città, il tentativo offerto dal Popolo della Famiglia di costruire un’offerta politica mirata a declinare i problemi della città partendo dal ruolo sociale, attivo e centrale della famiglia ha destato un grandissimo interesse. Perché? Perché per abbattere il muro di omertà di città come Bologna dove l’esperienza cattolica ha sempre dovuto misurarsi con una decisa e forzata censura (a volte esplicita a volte subdola) delle amministrazioni pubbliche locali occorreva porsi politicamente con un pensiero forte. 

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